Referente: Dott.ssa Eléna Russo, psicologa clinica
Area Infanzia e Adolescenza
Sfide Evolutive nell'Epoca del Digitale
Crescere oggi significa confrontarsi molto presto con un mondo che può entrare precocemente all’interno di una struttura mentale che ancora non ha raggiunto la maturazione necessaria per dare un significato consapevole a ciò che esperisce.
In questo scenario, il confine tra infanzia e adolescenza spesso si fa sempre più sfumato: contenuti e sollecitazioni possono arrivare in anticipo, quando mancano ancora le parole per dare forma a ciò che si prova.
Il mondo digitale gioca un ruolo centrale in questo processo. Per molti bambini e adolescenti, la tecnologia diventa uno spazio anestetizzante rispetto alla fatica del sentire, ma anche un luogo di sicurezza e di regolazione emotiva spesso più potente di quanto, in alcuni momenti, genitori e adulti di riferimento riescano ad offrire.
Lo schermo fa sentire vivi, attraverso il rispecchiamento con qualcun altro che, dentro ad un display, fa esperienze al posto di chi guarda dall'altra parte; allo stesso tempo, lo schermo protegge dai rischi di un mondo percepito come troppo minaccioso; questo meccanismo può portare progressivamente a restringere lo spazio per l'esplorazione autonoma nel mondo reale, favorendo chiusure e ritiri dal proprio quotidiano, dalla scuola e dalle relazioni, in virtù di un'esperienza che si fa sempre più vicaria e meno umana.
Questo meccanismo insidioso, tipico dei nostri tempi, rende ancora più faticoso il processo di crescita per i giovani dell'Oggi: il digitale favorisce il ritiro progressivo da un mondo esterno che appare troppo complesso, carico di aspettative insostenibili: una sorta di guscio contro un'angoscia per la quale si fatica a trovare anche solo delle parole che la esprimano.
In queste situazioni, il silenzio, il ritiro o la chiusura possono diventare l’unico modo possibile per distrarsi e, quindi, proteggersi.

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Dire che “è solo una fase” spesso non basta a spiegare il disagio che bambini, ragazzi e famiglie stanno attraversando, poiché si rischia di sottovalutare la complessità e l’influenza degli aspetti critici del digitale che definiscono che cosa significhi crescere oggi.
Sono una psicologa che da anni accompagna minori e famiglie nei momenti in cui il dialogo si interrompe e il mondo esterno sembra diventare troppo: il mio lavoro clinico nasce proprio dall’ascolto di ciò che appare più incomprensibile o difficile da raccontare: il silenzio, l’isolamento, la perdita di interesse, le difficoltà a scuola o nelle relazioni.
Accolgo e ascolto questi segnali di fragilità come espressione di una soluzione precaria di compromesso che il giovane, inconsapevolmente, trova per andare avanti. L’obiettivo dei miei percorsi è di costruire insieme significato intorno ciò che sta accadendo e di favorire la generazione di nuovi modi più funzionali di vivere e gestire l'angoscia.
Attraverso un lavoro paziente e rispettoso dei tempi, lavoro con i più giovani per rendere il loro rapporto con il digitale progressivamente più pensato ed elastico, affinché non costituisca l’unico "posto sicuro" di regolazione emotiva a cui rivolgersi, ma che possa integrarsi con la vita emotiva, scolastica, familiare e, soprattutto, relazionale.
Un’attenzione fondamentale è rivolta anche alle famiglie, che spesso vivono un senso di disorientamento o impotenza di fronte ad un figlio che sembra trovare nello schermo una risposta più efficace ai propri bisogni.
Il lavoro con i genitori si fonda sulla costruzione di un’alleanza che permetta di comprendere le dinamiche emotive in gioco e di ricollocarsi all’interno della storia dei propri figli, offrendo loro strumenti per ristabilire un contatto più sereno e funzionale, che consenta di entrare in dialogo — e non in competizione — con il mondo digitale.
Elemento cardine e trasformativo dei percorsi che propongo è la qualità della relazione di cura, fatta non solo di parole, ma anche e soprattutto di gesti, sguardi, silenzi, presenza; uno spazio in cui bambini, ragazzi e genitori possano sentirsi riconosciuti e meno soli, per riapprendere gradualmente cosa significhi “stare insieme” e attraverso cui accompagnare i più giovani a diventare, passo dopo passo, sempre più agenti della propria vita.
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Siamo consapevoli che ogni persona ha esigenze diverse e che il modo in cui ci si avvicina a un percorso psicologico può dipendere da molti fattori: il tempo a disposizione, la distanza geografica, il ritmo della propria quotidianità, o semplicemente ciò che fa sentire più a proprio agio. Per questo, nel nostro studio, offriamo la possibilità di svolgere i colloqui sia in presenza che online, con la stessa attenzione, professionalità e cura.
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